Disturbi dell'Ipersonnolenza: Idiopatica e Trattamenti

Disturbi dell'Ipersonnolenza: Idiopatica e Trattamenti

Mirko Vukovic
febbraio 7, 2026

Se ti svegli dopo 11 ore di sonno e sei ancora stanco, se metti 17 sveglie eppure arrivi in ritardo al lavoro, se fai un pisolino di due ore e non ti senti meglio... potresti non essere semplicemente pigro. Potresti avere un disturbo neurologico raro ma devastante: l'ipersonnolenza idiopatica.

Cos'è l'ipersonnolenza idiopatica?

L'ipersonnolenza idiopatica (IH) non è solo una mancanza di sonno. È una malattia del cervello che ti impedisce di rimanere sveglio, anche quando hai dormito più di quanto ti serve. A differenza di chi fa fatica ad addormentarsi, chi soffre di IH dorme tantissimo - spesso tra 10 e 14 ore a notte - eppure si sveglia comunque esausto. I pisolini non aiutano. Anzi, spesso ti fanno sentire più confuso, lento, e persino più stanco di prima.

Il termine "idiopatica" significa che non si conosce la causa esatta. Non è dovuto a depressione, apnea notturna, o uso di farmaci. È un disturbo neurologico autonomo, con un funzionamento anomalo dei sistemi che controllano la veglia. Studi hanno trovato livelli bassi di istamina, un neurotrasmettitore fondamentale per stare svegli, e in alcuni pazienti, una sostanza nel liquido cerebrospinale che blocca eccessivamente il sistema di risveglio del cervello.

Come si riconosce?

Non basta dire "dormo tanto". Per diagnosticare l’IH, i medici cercano tre cose insieme:

  • Sonnolenza eccessiva durante il giorno, che dura da almeno tre mesi
  • Periodi di sonno notturno lunghi (più di 9-11 ore)
  • "Sonno da ubriaco" - quella sensazione di confusione, lentezza, disorientamento che ti prende appena ti svegli, e può durare ore

Alcuni pazienti riportano di avere "comportamenti automatici" - come guidare o digitare senza essere davvero consapevoli di quello che stanno facendo. È un po’ come essere in modalità pilota automatico, ma pericolosa.

La diagnosi richiede due esami: una polisonnografia notturna (per misurare quanto dormi) e il test di latenza del sonno multiplo (MSLT), che misura quanto velocemente ti addormenti durante il giorno. A differenza della narcolessia, nei pazienti con IH il MSLT spesso dà risultati normali, il che rende la diagnosi ancora più difficile. Molti passano 8-10 anni prima di ottenere una risposta corretta, spesso dopo aver visitato quattro o più medici.

Perché è diversa dalla narcolessia?

La narcolessia è più nota, ma l’IH è completamente diversa. Nella narcolessia, le crisi di sonno arrivano all’improvviso - puoi addormentarti mentre parli, mangi, o guidi. Spesso c’è anche la cataplessia: una perdita improvvisa del tono muscolare, scatenata da emozioni forti come la risata. Chi ha l’IH non ha mai la cataplessia. I suoi pisolini sono lunghi, non riposanti, e non si sveglia con un senso di freschezza.

Inoltre, i pazienti con narcolessia dormono poco di notte, ma hanno sonnolenza estrema di giorno. Chi ha l’IH dorme tantissimo di notte, eppure è ancora stanco di giorno. È un paradosso che confonde molti medici.

Un neurologo esamina un paziente in un ufficio accogliente, tenendo un vial di liquido cerebrospinale sotto una lampada.

Chi ne è colpito?

L’ipersonnolenza idiopatica colpisce circa 10 persone ogni 100.000 all’anno. Si manifesta spesso tra i 15 e i 25 anni, con un inizio lento, quasi invisibile. All’inizio pensi sia solo stress, depressione, o mancanza di motivazione. Poi ti accorgi che non è un problema di volontà. È il tuo cervello che non ti lascia sveglio.

Le conseguenze sono pesanti. Il 87% dei pazienti intervistati ha perso il lavoro o ha avuto difficoltà a mantenerlo. Il 62% ha subito un licenziamento diretto per eccessiva sonnolenza. Il 74% ha sviluppato sintomi depressivi, e il 78% ha avuto incidenti o quasi-incidenti stradali per aver dormito al volante.

Trattamenti disponibili

Non esiste una cura, ma ci sono trattamenti che possono cambiare la vita.

1. Farmaci approvati

Nel 2021, la FDA ha approvato Xywav (ossibato di calcio, magnesio, potassio e sodio) come primo e unico farmaco specificamente indicato per l’ipersonnolenza idiopatica. Nelle prove cliniche, ha ridotto la sonnolenza di oltre il 63%. Funziona agendo sul sistema GABA, ma con meno effetti collaterali rispetto al vecchio Xyrem (usato per la narcolessia).

Per chi non può usare Xywav, i medici prescrivono spesso modafinile o armodafinile. Ma attenzione: questi stimolanti aiutano solo il 42-45% dei pazienti, e spesso richiedono dosi sempre più alte. Il 31% dei pazienti ha riportato effetti collaterali gravi: ansia, palpitazioni, insonnia, o aumento della pressione.

2. Terapia cognitivo-comportamentale (CBT-IH)

La terapia non è solo per la depressione. Una versione specializzata chiamata CBT-IH (Cognitive Behavioral Therapy for Hypersomnia) ha dimostrato risultati sorprendenti. In uno studio del 2020, il 45% dei pazienti ha migliorato la veglia dopo 12 settimane. Il programma include:

  • Programmazione rigorosa del sonno (stessa ora per addormentarsi e svegliarsi, anche nei weekend)
  • Limitazione del sonno in eccesso (evitare pisolini lunghi)
  • Strategie per gestire il "sonno da ubriaco"
  • Esposizione graduale a situazioni di veglia forzata

Un altro studio ha mostrato che combinando CBT-IH con farmaci, il 58% dei pazienti ha avuto un miglioramento clinicamente significativo nella vita quotidiana.

3. Caffeina e stile di vita

La caffeina può aiutare, ma solo se usata con intelligenza. Bevila solo al mattino, mai dopo le 14:00. L’effetto si riduce con l’uso costante, e può peggiorare il sonno notturno. Evita gli alcolici - rendono il sonno più superficiale e aumentano la sonnolenza di giorno.

Un gruppo di pazienti in un incontro di sostegno, con un terapeuta che consegna un opuscolo, al chiarore dell'alba.

Prospettive future

La ricerca sta progredendo rapidamente. Nel 2023, uno studio ha identificato un "firma biologica" nel liquido cerebrospinale che identifica l’IH con l’89% di accuratezza. Questo potrebbe rivoluzionare la diagnosi, rendendola più rapida e precisa.

Al momento, ci sono 5 farmaci in fase 2 di sperimentazione che agiscono sui recettori GABA-A, e altri che mirano a stimolare l’istamina o sostituire l’orexina - un neurotrasmettitore chiave per la veglia. La prossima versione della classificazione internazionale dei disturbi del sonno (ICSD-4), prevista per la fine del 2024, includerà criteri diagnostici più precisi per l’IH.

Il finanziamento pubblico per la ricerca sull’ipersonnolenza è aumentato del 625% negli ultimi cinque anni. È un segnale chiaro: questa malattia non può più essere ignorata.

Quello che nessuno ti dice

Se hai l’IH, non sei pigro. Non sei depresso. Non sei un fallito. Sei una persona con un disturbo neurologico reale, sottovalutato, e mal compreso. Molti ti dicono "basta dormire di meno". Ma tu sai che non è così. Il tuo cervello non ti lascia sveglio, e nessun volontà può cambiare questo.

La tua lotta è invisibile. Ma non è sola. Oltre 2.100 persone hanno partecipato al registro globale dei pazienti con IH. Ognuna ha un’esperienza diversa, ma tutte condividono lo stesso dolore: la frustrazione di essere credute, di essere viste, di essere trattate.

Se stai leggendo questo e ti riconosci, non sei solo. La scienza sta ascoltando. E i trattamenti stanno arrivando.

L’ipersonnolenza idiopatica è ereditaria?

Al momento non ci sono prove che l’ipersonnolenza idiopatica sia direttamente ereditaria. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che ci possa essere una predisposizione genetica, specialmente in famiglie con altri disturbi del sonno. Non è una malattia genetica come la fibrosi cistica, ma la presenza di altri casi in famiglia potrebbe aumentare leggermente il rischio.

Posso vivere normalmente con l’ipersonnolenza idiopatica?

Sì, ma richiede gestione attiva. Con diagnosi corretta, farmaci appropriati e terapia comportamentale, molti pazienti riescono a tornare al lavoro, a guidare in sicurezza e a mantenere relazioni sociali. Non è una guarigione, ma una gestione efficace. Chi segue un piano personalizzato può migliorare la qualità della vita del 60-70%.

Perché i medici spesso sbagliano diagnosi?

Perché i sintomi somigliano a quelli di depressione, ansia, sindrome da fatica cronica o semplice mancanza di motivazione. Inoltre, molti medici non conoscono l’IH, poiché è rara. Il test MSLT, spesso necessario per la diagnosi, non viene sempre prescritto. Il ritardo medio nella diagnosi è di 8-10 anni, e i pazienti visitano in media 4-5 specialisti prima di trovare un neurologo del sonno competente.

Xywav è disponibile in Italia?

Sì, Xywav è autorizzato in Europa e disponibile in Italia con prescrizione medica specialistica. Tuttavia, l’accesso è limitato perché è un farmaco raro, costoso e soggetto a restrizioni di prescrizione. Spesso richiede autorizzazioni specifiche da parte del Servizio Sanitario Nazionale e può essere necessario un percorso di ricorso per ottenere la copertura.

Cosa posso fare mentre aspetto una diagnosi?

Mantieni un registro dettagliato del tuo sonno: ora di coricamento, ora di risveglio, durata dei pisolini, livelli di energia, confusione al risveglio. Porta questo registro a un neurologo specializzato in disturbi del sonno. Evita alcol, caffeina tardiva e sonniferi. Non forzare il sonno: se dormi 12 ore, non cercare di ridurle bruscamente. Cerca supporto online - comunità come quella dell’Hypersomnia Foundation possono aiutarti a non sentirti solo.