Se hai un’allergia, leggere le etichette non è solo una buona abitudine: è una questione di vita o di morte. Mentre molti pensano che le etichette degli alimenti siano chiare e sicure, la realtà è molto più complessa, soprattutto quando si tratta di medicinali. Ecco cosa devi sapere per proteggerti davvero.
Le nove allergeni alimentari obbligatori
Negli Stati Uniti, dal 2023, per legge devono essere dichiarati nove allergeni principali su tutti i prodotti alimentari confezionati: latte, uova, pesce, crostacei, frutta a guscio, arachidi, grano, soia e sesamo. Questa lista è stata aggiornata con l’entrata in vigore del FASTER Act, che ha aggiunto il sesamo come nono allergene. Prima del 2023, molti prodotti contenevano sesamo senza che fosse indicato esplicitamente - un rischio silenzioso per chi è allergico.
Non basta cercare la parola “sesamo”. L’allergene può nascondersi sotto nomi diversi: “olio di sesamo”, “tahini”, “gomasio”, o persino come parte di “spezie naturali” o “aromi”. Per questo, l’etichetta deve indicare l’origine esatta. Non puoi leggere solo “frutta a guscio”: deve essere scritto “noci di pecan” o “mandorle”. Non puoi vedere solo “pesce”: devi leggere “salmone” o “tonno”.
Come sono dichiarati sugli alimenti?
Le aziende devono seguire due formati standard. Il primo è dentro la lista degli ingredienti: se un ingrediente contiene un allergene, l’allergene viene scritto tra parentesi. Esempio: “lecitina (soia)” o “caseina (latte)”. Il secondo è una frase separata, subito dopo la lista degli ingredienti, che inizia con “Contiene:”. Esempio: “Contiene: latte, arachidi, soia”.
Questa frase “Contiene:” non è opzionale. Deve essere chiara, visibile e senza testi che la interrompono. Se la vedi, controlla subito: è il modo più veloce per capire se il prodotto è sicuro. Non aspettare di leggere tutta la lista degli ingredienti. Guarda prima il “Contiene:”, poi controlla i dettagli.
Attenzione alle frasi “può contenere”
Spesso trovi scritto: “Può contenere tracce di arachidi” o “Prodotto in uno stabilimento che lavora anche latte”. Queste frasi sono volontarie. Non sono obbligatorie per legge. Eppure, il 25% dei prodotti alimentari le usa. Il problema? Molti pensano che significhino che l’allergene è presente intenzionalmente. In realtà, indicano solo un rischio di contaminazione incrociata durante la produzione.
Non puoi fidarti di queste avvertenze. Alcuni produttori le usano troppo spesso per coprire carenze nei processi di pulizia. Altri le evitano perché rispettano le buone pratiche di produzione. Non è un segno di sicurezza o di pericolo: è un’informazione incompleta. Se sei allergico, evita i prodotti con queste frasi - a meno che non le abbia verificate con il produttore.
Il grande buco nero: i medicinali
Qui arriva la parte più pericolosa. Le stesse regole che valgono per il cibo non si applicano ai farmaci. Un antibiotico, un antidolorifico o una compressa per l’ansia possono contenere latte, arachidi, soia o sesamo - e non c’è obbligo di dirlo in modo chiaro.
Il lattosio, derivato dal latte, è presente in oltre il 20% dei farmaci in compressa. L’olio di arachidi è usato come eccipiente in alcune iniezioni. La lecitina di soia è un emulsionante comune in farmaci liquidi. Ma su un foglietto illustrativo, non troverai mai scritto “Contiene: latte”. Troverai “eccipienti: lattosio monoidrato”, “olio di arachide”, “lecitina di soia”. E se non sai che il lattosio viene dal latte? Non lo capisci.
La FDA non richiede un formato standard per dichiarare gli allergeni nei farmaci. Non esiste un “Contiene:” per i medicinali. Non esiste un’etichetta visibile come quella dei cibi. L’unica soluzione? Chiedere al farmacista. Non fidarti mai della confezione. Chiedi: “Questo farmaco contiene lattosio, arachidi, soia o sesamo?”. E chiedilo ogni volta, anche se hai preso lo stesso farmaco l’anno scorso. Gli eccipienti cambiano senza avvisare.
Come controllare le etichette in pratica
Segui questo sistema, passo dopo passo, ogni volta che compri qualcosa:
- Guarda il “Contiene:” - Se c’è, leggilo subito. È il tuo primo filtro.
- Scansiona la lista degli ingredienti - Cerca parentesi con nomi di allergeni: (latte), (soia), (noci), ecc.
- Controlla i nomi tecnici - “Caseina” = latte. “Arachis oil” = arachidi. “Gelatina” può derivare da suino o bovino. “Amido modificato” può essere di grano.
- Ignora “aromi naturali” o “spezie” - Questi possono nascondere allergeni. Se non è specificato, non è sicuro.
- Per i farmaci, chiedi sempre al farmacista - Non leggere il foglietto e supporre. Chiedi esplicitamente: “Contiene allergeni alimentari?”
- Controlla ogni volta - Anche se hai preso lo stesso prodotto 10 volte. Le formule cambiano. Il 28% delle reazioni allergiche avviene su prodotti già usati in passato.
Perché i produttori non sono sempre trasparenti?
Le grandi aziende rispettano le regole quasi sempre. Il 92% dei produttori con un fatturato superiore a 1 miliardo di dollari etichetta correttamente gli allergeni. Ma le piccole aziende? Solo il 76%. E i prodotti importati? Il 43% ha etichette incomplete o non conformi agli standard USA.
Il sesamo è un esempio recente. Nel 2023, il 18% dei richiami di prodotti alimentari è stato causato da sesamo nascosto in “spezie” o “aromi”. Le aziende non lo hanno dichiarato perché non sapevano che fosse un allergene obbligatorio, o perché volevano risparmiare sui costi di rilabeling.
Per questo, non puoi affidarti solo alla legge. Devi essere tu il controllore. Le etichette sono uno strumento, non una garanzia. E quando si tratta di allergie, la tua attenzione è l’unica protezione reale.
Strumenti utili e tendenze future
Nel 2024, sono nate app come AllergyEats Scan, che usano la fotocamera del telefono per leggere le etichette e identificare allergeni in tempo reale. Hanno un’accuratezza del 92% nei test beta. Ma non sono perfette. Non funzionano bene con etichette scritte a mano, con caratteri piccoli o in lingue straniere.
Alcuni produttori stanno aggiungendo codici QR che portano a pagine web con dettagli completi sugli allergeni. Ma non tutti li usano. E molti anziani non li capiscono. La tecnologia aiuta, ma non sostituisce la lettura attenta.
La FDA sta valutando di aggiungere altri allergeni alla lista, come la senape. E sta lavorando per uniformare le frasi “può contenere”, che ora sono un caos: “può contenere tracce di…”, “prodotto in uno stabilimento che lavora…”, “prodotto in uno spazio condiviso…”. Nessuno sa cosa significano davvero.
Cosa fare se hai avuto una reazione
Se hai avuto una reazione allergica da un prodotto che credevi sicuro:
- Salva la confezione e l’etichetta.
- Segnala l’incidente alla FDA tramite il loro sistema MedWatch.
- Contatta l’azienda e chiedi spiegazioni.
- Condividi la tua esperienza con gruppi di sostegno. Le storie dei pazienti fanno cambiare le regole.
Il 68% delle persone con allergie alimentari prova ansia ogni volta che va a fare la spesa. Ma sapere cosa cercare riduce il terrore. Non devi diventare un esperto di etichette. Devi solo diventare costante. Controlla ogni volta. Chiedi sempre. Non lasciare nulla al caso.
I farmaci contengono sempre lattosio?
No, ma il lattosio è molto comune negli farmaci in compressa - presente in oltre il 20% dei prodotti. Non è sempre indicato come “latte”, ma come “lattosio monoidrato”. Non puoi supporre che un farmaco sia sicuro solo perché non dice “latte”. Chiedi sempre al farmacista.
Posso fidarmi delle etichette “senza glutine” o “senza lattosio”?
Sì, se sono certificate da un ente affidabile (come la Gluten-Free Certification Organization). Ma attenzione: “senza lattosio” non significa “senza latte”. Il latte può essere presente in altre forme, come caseina o siero. Controlla sempre l’elenco degli ingredienti per parole come “latte”, “caseina”, “whey”.
Perché alcuni prodotti hanno l’allergene tra parentesi e altri no?
Per legge, l’allergene può essere dichiarato in due modi: dentro la lista degli ingredienti (tra parentesi) o in una frase separata “Contiene:”. Entrambi sono validi. Ma se vedi solo la frase “Contiene:”, non devi leggere tutta la lista. Se non vedi la frase “Contiene:”, devi controllare ogni ingrediente con attenzione per trovare le parentesi.
Le etichette dei prodotti importati sono affidabili?
No. Il 43% dei prodotti alimentari importati negli Stati Uniti nel 2023 aveva etichette incomplete o non conformi. Un cioccolato importato dall’Italia potrebbe dire “lecitina” senza specificare se è di soia. In Italia, non è obbligatorio dire la fonte. Negli USA, sì. Non fidarti mai di un’etichetta straniera senza verificare.
Cosa fare se non trovo l’allergene ma ho dei dubbi?
Non mangiare o assumere il prodotto. Contatta l’azienda direttamente. Usa il sito web o il numero di telefono sul pacchetto. Chiedi: “Questo prodotto contiene [allergene] in qualsiasi forma, anche come traccia o eccipiente?” Se non ricevi una risposta chiara, scegli un’alternativa. La tua salute vale più di un risparmio.
Dani Kappler
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