Risparmi a vita: come i farmaci generici riducono i costi per le malattie croniche

Risparmi a vita: come i farmaci generici riducono i costi per le malattie croniche

Mirko Vukovic
gennaio 1, 2026

Se devi prendere un farmaco ogni giorno per il resto della tua vita, il costo sembra impossibile da sostenere. Un’ipertensione, il diabete, l’asma: condizioni che non scompaiono mai, ma che richiedono trattamenti continui. E se il farmaco di marca costa 40 dollari al mese? In un anno, sono 480 dollari. In dieci anni, quasi 5.000. In trenta anni? Oltre 14.000 dollari. Ma cosa succede se quel farmaco ha un equivalente generico che costa 4 dollari al mese? La differenza non è solo una cifra: è la capacità di continuare a prendere la cura, di non saltare dosi, di non scegliere tra mangiare e curarsi.

Perché i farmaci generici sono la stessa cosa, ma molto più economici

I farmaci generici non sono versioni “scontate” o “meno buone”. Sono esattamente lo stesso farmaco, con lo stesso principio attivo, la stessa dose, la stessa forma (compresse, sciroppi, iniezioni) e gli stessi effetti terapeutici. L’unica differenza? Non hanno il marchio. E non paghi per la pubblicità, per il packaging colorato, per il nome che hai visto in TV.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e la FDA negli Stati Uniti richiedono che i generici dimostrino di essere bioequivalenti: il corpo li assorbe nello stesso modo, li elabora allo stesso modo, e li elimina allo stesso modo. La tolleranza ammessa è tra l’80% e il 125% della risposta del farmaco di marca. In pratica: se il farmaco di marca fa scendere la pressione di 10 punti, il generico fa lo stesso. Non di 8, non di 12. Esattamente 10.

Eppure, il prezzo scende dell’80-85%. Per esempio, il lisinopril (per l’ipertensione) di marca costa circa 40-50 dollari al mese. Il generico? 4 dollari. Il metformina per il diabete? 150 dollari al mese di marca, 25 di generico. L’albuterolo per l’asma? 60 dollari contro 8. Queste non sono storie. Sono dati reali raccolti da farmacie e centri sanitari negli ultimi anni.

Quanto puoi risparmiare in una vita

Pensa a una persona di 50 anni con ipertensione e diabete di tipo 2. Prende due farmaci ogni giorno. Con i brand, spende 190 dollari al mese. Con i generici, spende 29 dollari. La differenza mensile? 161 dollari. In un anno? Circa 1.930 dollari. In 20 anni? Oltre 38.000 dollari. In 30 anni? Più di 57.000 dollari.

Questi soldi non spariscono. Vanno in altro: in una vacanza, in un controllo annuale, in un paio di scarpe nuove, in un’assicurazione per la casa, in un viaggio con i nipoti. O semplicemente restano nel conto, a coprire un’emergenza che non avresti mai potuto affrontare altrimenti.

Ma il risparmio non è solo economico. È anche sanitario. Quando i farmaci sono accessibili, le persone li prendono. E quando li prendono, evitano complicazioni. Uno studio del CDC ha mostrato che chi usa farmaci generici è tra il 18% e il 22% più probabile di continuare la terapia rispetto a chi usa quelli di marca. Per chi ha il diabete, questo significa meno amputazioni. Per chi ha l’ipertensione, meno infarti. Per chi ha l’asma, meno ricoveri d’urgenza.

Perché tante persone non li usano ancora

Non è una questione di disponibilità. In Italia, oltre il 90% delle prescrizioni per malattie croniche sono già generiche. Ma ci sono ancora molte persone che rifiutano i generici. Perché?

Uno dei motivi più comuni? La paura. “Se è più economico, sarà meno efficace.” È un mito. L’AIFA e l’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) controllano ogni lotto di generico prima che venga distribuito. Non è un “farmaco da supermercato”. È un farmaco che ha passato gli stessi test rigorosi di quelli di marca, solo senza il nome famoso.

Un altro motivo? La confusione. Alcuni pazienti pensano che il generico sia “una copia”. Ma non è così. È un’alternativa legale, approvata, controllata. È come comprare un’auto di un’altra marca che ha lo stesso motore, le stesse prestazioni, ma senza il logo sul cofano.

E poi c’è il problema dell’assicurazione. A volte, le compagnie non coprono il generico, o lo coprono solo dopo aver provato il brand. Questo è sbagliato. In Italia, il Servizio Sanitario Nazionale promuove attivamente l’uso dei generici. Se il tuo medico ti prescrive un farmaco di marca, puoi chiedere se esiste un generico equivalente. E se il farmacista ti dice che non c’è, chiedi di controllare l’elenco ufficiale dell’AIFA.

Una donna confronta due bottiglie di farmaci, una costosa e una economica, su un tavolo da cucina.

Come sfruttare i generici per massimizzare i risparmi

Non basta prendere un generico. Devi saperlo fare bene. Ecco come:

  1. Chiedi sempre al tuo medico: “C’è un generico per questo farmaco?” Non aspettare che te lo proponga lui. È la tua salute, e il tuo portafoglio.
  2. Quando vai in farmacia, controlla la confezione. Il nome del principio attivo deve essere lo stesso di quello della prescrizione. Se la prescrizione dice “Lisinopril”, la confezione deve dire “Lisinopril”. Il nome del produttore può cambiare, ma non il principio attivo.
  3. Usa i programmi di gestione terapeutica. In Italia, molti servizi di assistenza farmaceutica (MTM) offrono controlli gratuiti per chi ha più di tre farmaci cronici. Il farmacista ti aiuta a capire se puoi sostituire qualcosa con un generico, se ci sono interazioni, se stai pagando troppo.
  4. Controlla se il tuo farmaco è coperto da programmi di sostegno. Alcuni produttori offrono sconti o farmaci gratuiti per chi ha reddito basso. Non lo sanno tutti, ma esistono.
  5. Non cambiare generico ogni mese. Se un generico ti va bene, resta su quello. Alcuni pazienti segnalano disagi quando cambiano continuamente produttore, ma questo è spesso legato agli eccipienti (ingredienti inerti), non al principio attivo. Se ti senti meglio con un certo marchio, chiedi al farmacista di continuare con quello.

Quando i generici non sono la soluzione

Ci sono casi rari in cui i generici non funzionano bene. Per esempio, alcuni farmaci per l’epilessia o per il disturbo bipolare hanno una finestra terapeutica molto stretta: anche piccole variazioni nell’assorbimento possono causare problemi. In questi casi, il medico potrebbe decidere di mantenere il brand. Ma questo non è la norma. È l’eccezione. E deve essere deciso insieme al medico, non per paura o abitudine.

Inoltre, alcuni farmaci biologici (per l’artrite, il cancro, la psoriasi) non hanno ancora generici, ma hanno i biosimilari. Sono simili, ma non identici. Sono più complessi da produrre, ma costano comunque il 30-50% in meno. E sono approvati da AIFA e EMA. Non sono “di seconda scelta”. Sono la nuova frontiera dei risparmi.

Un gruppo di anziani in farmacia sorride mentre un farmacista mostra un grafico sull'uso dei generici.

Il futuro è già qui

Il mercato globale dei farmaci generici vale già 232 miliardi di dollari. Nel 2028, arriverà a 357 miliardi. In Italia, il 95% delle prescrizioni per l’ipertensione, il 92% per il diabete, e l’88% per l’asma sono già generiche. E non è finita. Tra il 2023 e il 2027, farmaci per un valore di 150 miliardi di dollari perderanno il brevetto. Ci saranno nuovi generici per malattie come l’Alzheimer, la fibrosi cistica, e persino alcuni tumori.

La legge italiana e quella europea stanno accelerando l’approvazione dei generici. L’AIFA ha introdotto procedure più veloci, e il Servizio Sanitario Nazionale premia le strutture che usano i generici. Non è una questione di filosofia. È una questione di soldi. E di vita.

Se hai una malattia cronica, il generico non è un compromesso. È la scelta più intelligente che puoi fare. Non solo per il tuo portafoglio. Per la tua salute. Per il tuo futuro. Per i tuoi figli, che non dovranno mai scegliere tra curarsi e mangiare.

Le domande più frequenti

I farmaci generici sono meno efficaci dei brand?

No. I farmaci generici contengono lo stesso principio attivo, nella stessa dose e con la stessa efficacia del farmaco di marca. L’AIFA e l’EMA richiedono test rigorosi di bioequivalenza prima di approvarli. La differenza è solo nel prezzo e nel nome del produttore.

Perché alcuni pazienti dicono che i generici non funzionano come i brand?

Spesso è un effetto placebo o una reazione agli eccipienti (ingredienti non attivi come coloranti o riempitivi), non al principio attivo. Se noti cambiamenti, parla con il farmacista. Può aiutarti a trovare un generico con eccipienti diversi. Ma non significa che il generico sia meno efficace.

Posso chiedere al medico di prescrivermi solo generici?

Sì, puoi chiedere esplicitamente di prescrivere il principio attivo, senza il nome di marca. In Italia, i medici sono incoraggiati a farlo. Se il farmaco non ha un generico disponibile, il medico lo specifica sulla ricetta.

I generici sono sicuri per gli anziani?

Sì. Anzi, sono fondamentali. Gli anziani spesso prendono più farmaci. I generici riducono il costo totale della terapia, aumentano la possibilità di aderenza, e riducono il rischio di interruzioni per motivi economici. Molti programmi di assistenza sanitaria per over-65 promuovono attivamente i generici.

Cosa devo fare se il mio generico mi fa male?

Non interrompere la terapia da solo. Contatta il tuo medico o il farmacista. Potrebbe essere un problema legato agli eccipienti, non al principio attivo. Puoi provare un altro generico dello stesso principio attivo, ma di un altro produttore. La maggior parte dei pazienti non ha problemi, ma se ne hai, c’è sempre un’alternativa.