Blockchain per la verifica dei farmaci: il futuro dell'autenticità dei generici

Blockchain per la verifica dei farmaci: il futuro dell'autenticità dei generici

Mirko Vukovic
gennaio 10, 2026

Immagina di comprare un farmaco generico per la pressione alta. Lo prendi dalla tua farmacia locale, lo apri, e lo mangi. Ma cosa succede se non è quello vero? Se è una copia fatta in un laboratorio clandestino, con ingredienti sbagliati o senza alcun principio attivo? Questo non è un film. È un problema reale che colpisce milioni di persone ogni anno. E la soluzione potrebbe arrivare da una tecnologia che molti pensano serva solo per le criptovalute: il blockchain.

Perché i farmaci generici sono il bersaglio perfetto

I farmaci generici sono più economici perché non hanno i costi di ricerca e sviluppo dei farmaci di marca. Ma proprio per questo, sono più vulnerabili ai contraffattori. Un pacchetto di metformina generica può costare 2 euro. La copia falsa? 30 centesimi. Il profitto è enorme. Secondo l'OMS, oltre il 10% dei farmaci in tutto il mondo sono falsi. In alcuni Paesi in via di sviluppo, la percentuale arriva al 30%. E i generici? Sono il 90% dei farmaci venduti negli Stati Uniti e in Europa. Sono quelli che le persone usano ogni giorno. Se si falsificano, il danno è collettivo.

Fino a poco tempo fa, le difese erano deboli. Hologrammi, inchiostri che cambiano colore, etichette con codici a barre… tutti possono essere copiati. INTERPOL ha rilevato che il 38% di questi sistemi tradizionali viene replicato con successo dai contraffattori. E quando un farmaco arriva in farmacia, spesso non c’è modo di sapere da dove viene, chi lo ha toccato, o se è stato conservato bene. Il sistema era fatto di fogli cartacei, database isolati, e fiducia cieca.

Come funziona il blockchain per verificare un farmaco

Il blockchain non è un database come gli altri. È una catena di blocchi, immutabile, condivisa tra molti. Ogni confezione di farmaco - ogni singolo blister, ogni flacone - riceve un codice unico, come un numero di targa digitale. Questo codice, basato sugli standard GS1, è stampato in un QR code sul pacchetto.

Quando il farmaco esce dallo stabilimento, il codice viene registrato sul blockchain. Ogni volta che cambia mano - dal produttore al distributore, dal magazzino alla farmacia - viene aggiornato. Non si può cancellare. Non si può modificare. È come se ogni passaggio fosse firmato digitalmente e registrato in un libro mastro che nessuno può alterare.

Quando il farmacista scansiona il QR code con un’app sullo smartphone, l’app collega immediatamente il codice al blockchain. In meno di 2,3 secondi, sa se il farmaco è autentico, se è stato spedito correttamente, se è stato conservato alla giusta temperatura, e se è arrivato in tempo. Non c’è bisogno di chiamare il produttore. Non c’è bisogno di aspettare giorni. La verità è lì, in tempo reale.

Chi ha già iniziato, e cosa ha funzionato

Nel 2022, la FDA ha avviato un progetto pilota con Pfizer, Genentech e AmerisourceBergen. Risultato? 99,8% di accuratezza nella verifica. Zero falsi rilevati su oltre 100.000 confezioni testate. E i costi? Hanno risparmiato 183 milioni di dollari l’anno in manodopera, e hanno potuto ridurre le scorte di sicurezza di 20 miliardi di dollari. Perché? Perché ora sanno esattamente dove sono i farmaci. Non devono tenere un magazzino extra come precauzione.

In India, Apollo Hospitals ha ridotto i farmaci contraffatti per la malaria del 94% in un anno, collegando 5.000 farmacie a una rete blockchain. In Europa, il progetto MediLedger - guidato da EY e con 47 aziende partecipanti - gestisce 1.200 transazioni al secondo con un uptime del 99,99%. Non si ferma mai. Non si blocca. Non si corrompe.

Questo non è teoria. È realtà operativa. E la tecnologia è pronta. I sistemi di tracciabilità DSCSA negli Stati Uniti sono obbligatori dal novembre 2023. L’Unione Europea segue con la Falsified Medicines Directive. Le aziende più grandi hanno già iniziato. Ma il vero cambiamento arriverà quando anche i generici ci entreranno.

Operai in una fabbrica farmaceutica imballano compresse con codici QR su un nastro trasportatore, sotto la luce del mattino.

Perché i produttori di generici resistono

Il costo di implementazione è l’ostacolo principale. Per una piccola azienda che produce farmaci generici, installare i sistemi di serializzazione DSCSA costa circa 1,7 milioni di dollari. Con il blockchain, sale a 2,1 milioni. Per un farmaco che costa 2 euro, un investimento di 2 milioni di dollari significa che il costo del sistema rappresenta il 12-15% del valore del prodotto. Per i farmaci di marca, è solo il 3-5%. È un divario enorme.

La Generic Pharmaceutical Association stima che il 63% dei produttori di generici non ha ancora iniziato perché non vedono un ritorno economico chiaro. E non è solo denaro. È formazione. È integrazione con i vecchi sistemi informatici. È la paura di un downtime. Nel 2022, una catena di farmacie nel Midwest ha avuto tre giorni di blocco del sistema perché i nodi blockchain non erano distribuiti bene. I farmacisti non potevano verificare i farmaci. I pazienti aspettavano. La fiducia si è rotta.

La tecnologia non basta: serve anche il controllo fisico

C’è un punto critico che molti trascurano. Il blockchain ti dice che il codice è autentico. Che il farmaco è stato spedito da un produttore certificato. Ma non ti dice se dentro il blister c’è veramente il principio attivo. Se c’è polvere di talco al posto della metformina. Se la compressa è stata sostituita con una copia mal fatta.

Dr. Sarah Wynn-Williams, della London School of Economics, lo ha detto chiaro: “Il blockchain crea un falso senso di sicurezza se non lo combini con verifiche fisiche”. E ha ragione. Il blockchain verifica la documentazione. Non la sostanza. Per questo, le migliori soluzioni stanno integrando la blockchain con tecnologie come la spettroscopia portatile. Una piccola macchina che, in pochi secondi, analizza la composizione chimica della compressa. È come un “test del DNA” per il farmaco. E insieme al codice blockchain, diventa un sistema quasi infallibile.

In una clinica rurale, un'infermiera controlla un farmaco con uno strumento portatile mentre un bambino aspetta, con uno schermo che mostra la verifica blockchain.

Il futuro: cosa cambierà nel 2026 e oltre

A gennaio 2026, la FDA ha reso obbligatori i nuovi standard di verifica blockchain. Non è più un’opzione. È una regola. Tutti i farmaci prescritti negli Stati Uniti dovranno essere tracciabili con questo sistema. In Europa, la stessa cosa sta arrivando. E non è solo per i grandi farmaci. I produttori di generici stanno iniziando a collaborare in consorzi. Il Pharma Blockchain Consortium ha già 1.200 membri. E le piattaforme come MediLedger stanno rendendo più semplice l’accesso: versioni semplificate, costi condivisi, formazione online.

La prossima frontiera? Sensori IoT. Pfizer sta testando blister con microsensori che registrano temperatura e umidità durante il trasporto. Se un farmaco è stato esposto al caldo, il sistema lo segnala automaticamente. E tra due anni, i blockchain useranno crittografia resistente ai computer quantistici. Perché sì: anche i criminali stanno innovando.

Entro il 2030, il 95% dei farmaci prescritti nei Paesi sviluppati sarà verificabile con blockchain. Non sarà perfetto. Ma sarà molto, molto più sicuro di prima. E per i pazienti che prendono farmaci generici ogni giorno? Significa che possono fidarsi. Senza dubbi. Senza paura.

Perché dovrebbe importarti, anche se non sei un farmacista

Se prendi un farmaco generico - e probabilmente lo fai - questo ti riguarda. Non è solo una questione di tecnologia. È una questione di salute. Di vita. Se il tuo antipertensivo non funziona, non è colpa tua. È colpa di un sistema che non ti protegge. Il blockchain non è un lusso per le grandi aziende. È un diritto per i pazienti.

La prossima volta che vai in farmacia, chiedi: “Questo farmaco è verificabile con blockchain?”. Se non lo è, chiedi perché. La sicurezza non dovrebbe essere un optional. Dovrebbe essere la regola. E con questa tecnologia, lo sarà. Presto. Per tutti.

Cos’è il blockchain e come funziona per i farmaci?

Il blockchain è un registro digitale immutabile e condiviso che registra ogni passaggio di un farmaco lungo la catena di fornitura. Ogni confezione ha un codice unico (QR code) che viene registrato al momento della produzione. Ogni volta che il farmaco passa da un soggetto all’altro - produttore, distributore, farmacia - la transazione viene aggiunta al registro. Non si può cancellare. Non si può falsificare. Quando un farmacista scansiona il codice, l’app verifica in tempo reale se il farmaco è autentico e se ha seguito tutte le procedure corrette.

Il blockchain può rilevare se un farmaco è contraffatto?

Sì, ma con una precisazione. Il blockchain verifica l’identità e la tracciabilità del farmaco, non la sua composizione chimica. Se un farmaco è stato sostituito con una copia fatta di polvere, il blockchain non lo sa. Per questo, le migliori soluzioni combinano il blockchain con strumenti di analisi fisica, come la spettroscopia, che controllano se il principio attivo è presente. Insieme, questi sistemi raggiungono il 98,7% di accuratezza nella rilevazione di falsi.

Perché i farmaci generici sono più a rischio di contraffazione?

I farmaci generici costano molto meno dei farmaci di marca, perché non hanno i costi di ricerca e sviluppo. Questo li rende un obiettivo perfetto per i contraffattori: un pacchetto che costa 2 euro può essere copiato per 30 centesimi, con un profitto enorme. Inoltre, i generici sono prodotti da molte aziende diverse, spesso in Paesi con controlli meno rigidi. Questo aumenta la complessità della catena di fornitura e le possibilità di infiltrazione di prodotti falsi.

Quanto costa implementare il blockchain in una farmacia?

Per una singola farmacia, il costo principale è l’acquisto di un lettore QR e di un’applicazione compatibile con la rete blockchain (spesso gratuita o a basso costo). Il vero investimento è per i produttori e i distributori, che devono installare sistemi di serializzazione (circa 150.000 dollari per linea di produzione) e configurare i nodi blockchain. Le farmacie non devono pagare per l’infrastruttura, ma devono formare il personale. I corsi di certificazione come quelli di HIMSS costano circa 1.200 dollari a persona.

Il blockchain funziona anche in zone con poca connessione internet?

Non perfettamente. La verifica in tempo reale richiede connessione. Ma alcune app ora permettono di scaricare offline una copia parziale del registro blockchain. Se un farmaco è stato verificato in passato, l’app può mostrare l’ultimo stato noto, anche senza internet. Tuttavia, se il farmaco è nuovo o sospetto, la verifica completa non è possibile senza connessione. Questo è un problema reale nelle aree rurali. Le soluzioni future includono reti mesh e sistemi ibridi che usano SMS o satelliti per le zone isolate.

Quando diventerà obbligatorio in Europa?

L’Unione Europea ha già la Falsified Medicines Directive (FMD), entrata in vigore nel 2019, che richiede la tracciabilità elettronica per tutti i farmaci prescritti. Dal 2023, tutti i farmaci devono avere un codice 2D e essere registrati nel sistema nazionale di verifica. Il blockchain non è ancora obbligatorio per legge, ma è la tecnologia più usata per rispettare i requisiti di interoperabilità e sicurezza. La maggior parte dei Paesi europei lo sta adottando come standard de facto. Nel 2026, si prevede che sarà l’unico sistema accettato per i farmaci di alta criticità.